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La Vita di S. Francesco
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La chiesa di Santa Maria degli Angeli e san Francesco si affaccia su Piazza Velasquez. Edificio in stile lombardo, risale al 1896, disegnato dall’architetto Cesare Nava. Originariamente pensata a tre navate, venne poi ridimensionata, per ragioni economiche, ad una sola navata. «In accosto alla chiesa, oltre al convento dei Cappuccini e ad una capace salone Oratorio, havvi l’Istituto di Teologia che, coi primi, forma un solo corpo architettonico armonizzante con lo stile della chiesa» (Anselmi, 1932).

Dal piano Pavia-Masera in poi è storia recente di sempre maggiori ampliamenti ed urbanizzazioni. Si tratta del consueto sviluppo urbano con la sovrapposizione del nuovo tracciato viario sulle antiche lottizzazioni agricole e della successiva edificazione spesso eccessiva.

Origini del Rosetum. Note urbanistiche sull’area

Il convento perde le sue origini in una zona della attuale periferia di Milano che è stata interessata dallo sviluppo dei piani urbanistici tra la fine del XIX ed il XX secolo. Dal punto di vista urbanistico la zona del «Rosetum» è caratterizzata da una piazza (Velasquez) su cui convergono diverse vie. In particolare via Rubens e via Rembrandt ricalcano il vecchio percorso della strada provinciale Vercellese (poi strada Postale per Novara) che si stacca dalla omonima porta della città di Milano. Da questo percorso storico, nella zona del Rosetum, originariamente si staccava un piccolo sentiero che conduceva alla antichissima chiesetta di San Donato (già strada Vercellese n.75). Qui è documentata la presenza dell’arcivescovo Ariberto d'Intimiano il 13 luglio del 1023. Era l’unico resto di un ampio convento appartenuto ai Cappuccini Francescani che si erano sostituiti ai frati Antoniani che occupavano il sito dal 1700 circa.

Lo storico Piano Beruto del 1884, il primo vero piano urbanistico cittadino, traccia lo sviluppo della città nella prima zona esterna alle mura spagnole. La fascia di campagna è chiaramente identificabile nel Rip. 8 Mand. VIII- Antichi villaggi e cascine di Porta Vercellina all’annessione dei Corpi Santi al Comune di Milano (8 giugno 1893). Qui troviamo le cascine Bolla (già osteria di origini quattrocentesche) poco a nord la Bolletta, la Caccialepore (XVI secolo), Molinazzo (XVII secolo), Gallarata… Per prendere in considerazione l’area del Rosetum dobbiamo attendere il nuovo «piano regolatore» di Milano redatto da Angelo Pavia e Giovanni Masera tra il 1909 ed il 1910. Su questa mappa si legge ancora chiaramente il tracciato della strada Vercellese, ma soprattutto si cominciano a delineare i nuovi quartieri, le piazze e le strade che formeranno il futuro assetto di questa parte di città. È ben presente il sito del Rosetum con la chiesa ed i chiostri del convento.

Origini del convento e del centro culturale

La zona che potremmo ancora definire di campagna per le sue peculiarità era ricca di cascinali e l’arrivo di un gruppo di frati fu motivo di accoglienza per la popolazione locale: aggregazione e socializzazione furono i primi aspetti dell’insediamento del convento che vede la luce alla fine dell’Ottocento. Nel 1897 si avvia la fabbrica per la costruzione della chiesa, dedicata a Santa Maria degli Angeli come quella di Assisi, nel rispetto del riferimento a San Francesco Francesco d'Assisi. La prima pietra del tempio è posta dal Cardinal Ferrari. Se l’accoglienza dei poveri resta fondamento precipuo del convento, con l'Opera "Pane di S. Antonio", lentamente prende piede anche il Centro Culturale con il "Ricreatorio S. Francesco". Da questo momento vengono coinvolti i guppi esistenti, la Gioventù Francescana (GIFRA) e del Terzo Ordine Francescano. Si arriva finalmente al 1957 quando viene ufficializzato il Centro Culturale che prende il nome di Rosetum. Anche in questo caso il riferimento al santo di Assisi è primario nel richiamo della tradizione secondo la quale San Francesco si sarebbe gettato in uno spinoso roveto per contrastare le tentazioni mondane. Nel corso degli anni si sono succeduti diversi direttori del Rosetum, da padre Vittricio Marbellini (il fondatore) a padre Odorico Mizzotti, per arrivare dopo padre Demetrio Patrini all’attuale referente, padre Roberto Magnelli. Resta comunque l’idea iniziale del Centro conventuale che nello spirito francescano raccoglie le diverse attive realtà della zona.

Rosetum, centro di cultura e eventi artistici


La musica e l'arte hanno avuto sempre una grande attenzione nell’ambito del Rosetum, Centro Artistico Culturale Francescano in Milano, come testimonia la ricca attività lirica, concertistica e liturgico-corale che si ospita da numerose stagioni presso il teatro e presso la chiesa dei frati. Dal 1987 il Centro Culturale Artistico Francescano Rosetum di Milano organizza un grande evento nel mese di settembre all'insegna di padre Pio. Tale evento ha ormai ottenuto il riconoscimento ufficiale quale «Festa Cittadina di padre Pio» dal Comune di Milano. All’interno della realtà della «Festa Cittadina di padre Pio» la presenza musicale ha contribuito ad un particolare approfondimento sia sul versante spirituale, sia su quello culturale, di aggregazione e di socialità. Fondamentale resta poi l'attività relativa alla musica sacra e liturgica, grazie anche alla presenza di un ottimo organo a canne meccanico (Tamburini).


Ultimo aggiornamento: 25-06-2011 17.49.59
by Softan93