La Vita Parrocchiale
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La Vita Parrocchiale
Un po' di Storia

 

 

Anni Cinquanta

Il 14 luglio del ’57 mons. Balconi del P.I.M.E. e il sen. Cornaggia Medici inaugurano le Opere Parrocchiali dove trovano sede dignitosa l’Azione Cattolica maschile e femminile, le ACLI, il Terz’Ordine, la San Vincenzo. “L’inaugurazione delle Opere Sociali è perciò il naturale sviluppo di quel processo di consolidamento e di completamento iniziato già da alcuni anni”. Con questa inaugurazione “il Santuario della Vergine Addolorata di San Siro può considerarsi ormai completo e funzionante, anche se le rifiniture del tempio non sono ancora ultimate. […] Il Parroco, p. Luigi Trolio, non si sgomenta per il cammino che resta ancora da percorrere, traendo fiducia nell’avvenire dai risultati già raggiunti”.[2]

Nella seconda metà degli anni ’50 prestano servizio in parrocchia alcune suore dell’ordine della Beata Vergine di Cremona le quali assumono la direzione dell’asilo, della mensa dei poveri e si dedicano alle attività ricreative e di insegnamento doposcuola ad una moltitudine di bambini..

 Anni Sessanta

Gli anni Sessanta si aprirono con l’arrivo delle Suore Compassioniste Serve di Maria. Il 28 gennaio 1960, un rigidissimo giorno d’inverno tre suore della congregazione partivano alle 9 del mattino da Roma alla volta di Milano. I padri le hanno chiamate per collaborare insieme con i laici nelle opere parrocchiali in una parrocchia che vedeva l’espansione nel numero delle anime anche a causa della forte immigrazione dal meridione d’Italia. “Arrivammo a Milano alle ore 17. Scendendo dal treno, avvertimmo subito la differenza di clima: era quasi buio, un vento gelido ci pungeva il viso, l’atmosfera era avvolta da una fitta nebbia e un sottile nevischio copriva il suolo. Salimmo in macchina e ci dirigemmo verso la zona di S. Siro, precisamente in via Zamagna 18, proprio dove è sorta la nostra casa. Entrate nel cortile, la casetta era avvolta da una nebbia e potemmo scorgerla solo quando fummo vicine. Era molto modesta, un prefabbricato già abitazione dei Padri all’inizio del loro ministero. Era composta da tre camerette, un piccolo ingresso, un mini-refettorio, un cucinino ed un servizio. Appena arrivate il caldo della casetta ci rimise in sesto perché eravamo intirizzite dal freddo. Impiegammo poco tempo per visitarla, la trovammo in perfetto ordine e nulla mancava di quanto potesse servirci, almeno per i primi tempi. […] venne subito a trovarci il Prevosto, ci portò alcune sedie e ci diede il benvenuto con tanta cordialità: ci sentimmo subito incoraggiate e a nostro agio.La sera, appena rimaste sole, la tristezza c’invase, lacrime furtive e silenziose solcavano le nostre gote, ma nello stesso tempo sentivamo in noi una potente carica di disponibilità e tanta fiducia nell’aiuto divino[3]. Inizia così l’avventura delle Suore Compassioniste nella nostra Parrocchia. Subito si occuparono dell’asilo parrocchiale cercando anche altri mezzi per la loro sussistenza.

Nella nostra Parrocchia giunge l’arcivescovo Montini in visita pastorale il 17 febbraio 1962 rilevando come “la Parrocchia, di recente istituzione, gode dell’opera pastorale di zelanti e numerosi Servi di Maria, è dotata di una nuova ed ampia chiesa, con relative istituzioni parrocchiali, già si afferma provvida e viva e promette preziosi sviluppi. Incoraggiamo e benediciamo. L’assistenza alla gioventù, l’avvicinamento degli immigrati e dei lontani, la formazione della coscienza comunitaria parrocchiale nei fedeli sono oggetto delle nostre consuete raccomandazioni, che anche in questa occasione ripetiamo con augurio e con speranza[4].

L’asilo parrocchiale vedeva aumentare gli iscritti ogni anno. I locali a disposizione delle suore non erano più sufficienti ed i frati con grande carità hanno messo loro a disposizione alcuni ambienti del convento. Nell’ottobre del 1963 erano iscritti 75 bambini: i frati seguivano con interesse e compiacimento l’attività delle suore aiutandole quando la situazione diventava ingovernabile dato l’alto numero di iscritti.

Gli anni Sessanta hanno visto grandi celebrazioni in occasione della Giornata parrocchiale dell’ammalato: chi aveva possibilità di muoversi compiva concretamente il pellegrinaggio,  giungendo a San Siro per una preghiera, un conforto, una benedizione; molti erano quelli che da casa o dai luoghi di degenza si univano spiritualmente alla preghiera.  

Anni Settanta

L’inizio degli anni Settanta vede la costruzione del nuovo Istituto S. Giuliana delle Suore Compassioniste mentre è del febbraio 1974 è la costituzione del gruppo della “Messa della Carità” come espressione di fraternità e come impegno di servizio ai fratelli che vivono o un momento di difficoltà o in stato di emarginazione[5]. Il nuovo gruppo “riconosce quale sua ispirazione religiosa fondamentale l’esistenza evangelica della Vergine Maria, vera povera del Signore e sollecita verso i bisognosi; intende proseguire ed allargare la misericordiosa presenza di lei in seno al popolo di Dio. L’intento primario è quello di promuovere tra i membri una intensa comunione nello Spirito, sia attraverso la reciproca conoscenza personale, sia mediante incontri periodici. Nella liturgia domenicale vengono presentati i “casi” precedentemente selezionati” pur senza dimenticare tutte le necessità del mondo.

Ultimo periodo

Il 3 settembre 1996, viene decretata “la chiusura canonica[6] del convento poiché i Frati Serviti stanno “attraversando tempi di penuria: le nuove vocazioni scarseggiano, le forze diminuiscono, gli impegni non calano e anzi in qualche luogo aumentano, le collaborazioni altrove, comprese le fondazioni estere, sono esigenti. [Sentono] anche il bisogno di aggiornamento e riqualificazione, […]  Non [sono] più in grado di mantenere tutti gli attuali impegni pastorali[7]. I frati lasciano la parrocchia nel luglio 1997 e il 14 settembre seguente, alla presenza del Cardinale Martini, quattro sacerdoti della Diocesi di Como membri dell’ “Opera Don Folci”, prendono la guida e la gestione della parrocchia che gestiscono e guidano fino all’agosto del 2003 quando, richiamati in Diocesi di Como, passano il testimone al clero diocesano ambrosiano.

Nel biennio 2001-2002 sono stati ristrutturati i locali destinati all’Oratorio per soddisfare l’esigenza, divenuta forte e prioritaria, di spazi per la pastorale giovanile e la catechesi, nonché per le varie occasioni di aggregazione della comunità; l’opera è stata inaugurata dall’allora Vicario generale mons. Giovanni Giudici nell’aprile 2002.

Con l’arrivo dei sacerdoti diocesani il cammino della comunità non si è interrotto ma ha ricevuto nuova vitalità, tratta dalle precedenti esperienze di apostolato dei sacerdoti stessi. Nel contempo la Parrocchia ha avuto, ed ha tutt’ora, la fortuna di potersi confrontare anche con sacerdoti provenienti dal continente africano: la loro presenza, caratterizzata da simpatia e semplicità, ha permesso di conoscere realtà diverse, arricchendo la comunità parrocchiale di conoscenze sulle giovani Chiese presenti in Africa.

La Parrocchia ha aderito nel 2005 al cammino sperimentale di iniziazione cristiana, promosso dalla Diocesi, che si propone di sperimentare “strade nuove” che permettano l’introduzione alla vita cristiana. È stata scelta la fase B i cui destinatari sono le famiglie e i ragazzi da 7 a 11/12 anni. Le scelte fondamentali che segnano questo cammino sono: l’ispirazione catecumenale, la celebrazione unitaria della Confermazione e dell’Eucaristia e l’impostazione cristocentrica per cui l’esperienza cristiana nasce dall’incontro con la persona viva di Gesù.

Il territorio della nostra parrocchia è situato nella zona ovest della Città di Milano, posizionato in quella fascia urbanizzata interposta tra la zona centrale della città e le sue propaggini periferiche; a livello ecclesiastico rientra nella Zona Pastorale I (Città di Milano), Prefettura ecclesiastica Milano-Ovest, Decanato di San Siro. Ad oggi la popolazione residente in parrocchia supera le 11.800 unità.  

Clero nativo

In poco meno di settant’anni di storia la parrocchia ha dato alla Chiesa quattro sacerdoti: mons. Riccardo Pezzoni, ora Canonico Ordinario del Duomo, padre Marco Pagani entrato nelle file dei Missionari del PIME, padre Davide M. Montagna e padre Giuseppe M. Epis entrati nell’Ordine dei Servi di Maria.

Situazione pastorale complessiva  

L’Oratorio è visto dalla comunità parrocchiale “come un giardino da far fiorire”, dove ancora tanto è il lavoro da fare e che vede impegnati insieme sacerdoti e famiglie. Il territorio e l’utenza parrocchiale sono caratterizzati da una grande differenziazione sia per quanto riguarda il ceto sociale sia per le numerose e diverse provenienze. L’oratorio di fatto rivive e ripresenta la stessa situazione che si verifica sul territorio, anche se al di fuori del percorso catechistico, è evidente che la fruizione maggiore degli spazi oratoriani e delle iniziative proposte raggiunge e coinvolge soprattutto i ragazzi ed i giovani che provengono dalla zona del quartiere ALER. Custodendo come essenziale che le proposte e le iniziative oratoriane abbiano come meta e fine il portare al personale incontro-scoperta con Gesù Cristo, due aspetti richiedono una costante attenzione e vigilanza: anzitutto che l’oratorio in un quartiere “difficile” non si configuri come rifugio sicuro, “nido caldo” capace di proteggere da tutto ciò che sta “fuori”, al contrario che la maturazione e la crescita in oratorio aprano ad una preoccupazione seria ed equilibrata di fronte ai problemi che il territorio, nel quale la nostra parrocchia è inserita, ci mette davanti agli occhi. In secondo luogo si avverte come particolarmente preziosa l’alleanza intergenerazionale tra giovani ed adulti. Indiscutibilmente una comunità adulta capace di costruire e curare relazioni “buone” con i ragazzi e i giovani è risorsa e tesoro da custodire e ricercare sempre. Durante l’estate viene organizzato l’Oratorio Feriale: vede un buon numero di bambini presenti alle attività e permette la reciproca conoscenza tra ragazzi di diversa provenienza e religione. In esso si è dato rilievo e protagonismo agli animatori, ragazzi e ragazze dei primi anni delle superiori, nei quali si nota, generosità e passione.

Molteplici sono le attività svolte dalla Caritas parrocchiale. Attività primaria è il Centro di Ascolto al quale si sommano Carta Equa, il Banco Alimentare e, dall’autunno 2007, uno Sportello Lavoro per aiutare coloro i quali sono alla ricerca di un’occupazione.

A tutt’oggi sono presenti in Parrocchia una fraternità dell’Ordine Secolare dei Servi di Maria (O.S.S.M.) e il Gruppo missionario Parrocchiale “Insieme si può”, nato nel marzo del 1995 per sensibilizzare tutta la comunità sulle realtà dei Paesi più poveri e verso uno stile di vita più sobrio e solidale. Merita un rilievo particolare la comunità francese che ha nella nostra parrocchia il suo punto di riferimento.

Ultimo aggiornamento: 25-06-2011 17.46.26
    
by Softan93